Maria Adriana Prolo


La signorina del cinematografo

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La fondatrice del Museo

Una minuscola annotazione su una minuscola agenda “8 giugno 1941: Pensato il Museo” così comincia la storia del Museo Nazionale del Cinema di Torino. Chi scrive è Maria Adriana Prolo, fondatrice e direttrice del Museo. Nata a Romagnano Sesia (Novara) il 20 maggio 1908, prima di interessarsi al cinema e di lavorare al progetto del suo museo, Maria Adriana si occupa di storia e di letteratura, studiando soprattutto quel che riguarda la sua terra e la sua regione. Questo legame così intimo con la sua terra la spinge verso il suo primo amore cinematografico: il cinema muto torinese.
Le testimonianze raccontano di una giovane bella e intelligente che suona il violino e scrive poesie.

La donna
Ebbra d’istinti, imploro a voi,
Pure faville palpitanti,
Che il sangue più non canti
Indomabile e feroce.
E più non senta la dura voce
Della Natura.
Pace nell’eterna trama
Degli effetti veri
E nel lavoro che assorbe i desideri.
Nell’inganno del tempo che corrode
Che impallidisce le brucianti gote
Svanirà quest’infinita brama.
(Maria Adriana Prolo)

Determinata, ostinata, dal temperamento passionale e generoso, ultima di tre sorelle di un’agiata famiglia, Maria Adriana è legatissima alla madre e al nonno materno verso i quali prova grande ammirazione e un affetto profondo; amorevole e premurosa verso il padre che assistette anziano per molti anni.
Il suo primo film visto a sei anni “Occhi che videro”, realizzato da Ubaldo Pittei nel 1914, è il preludio della sua attenzione instancabile e della sua ricerca maniacale e collezionistica per il cinema. Continuò per tutta la vita ad annotare titoli e giudizi dei film visti.
“Da piccola mettevo in scena delle esposizioni. Utilizzando delle scatole, esponevo un sassolino verde, dei fiori secchi, dei pezzi di bambole. Forse la mia passione per il museo è nata in quel momento” […] “Una delle mie occupazioni preferite nell’infanzia consisteva proprio nella raccolta di oggetti più strani e disparati”.

La signorina del cinematografo

Dopo essersi laureata in materie letterarie presso la facoltà di Magistero incomincia a lavorare presso la Biblioteca Reale di Torino. Successivamente si occupa di temi legati alla storia del Risorgimento e pubblica numerosi contributi su testate specialistiche, che le fanno vincere il Premio di perfezionamento Principi di Piemonte, grazie al quale parte per Londra con il compito di studiare, presso il Public Record Office, i documentari sulla storia del Risorgimento. E’ però una ricerca di materiali svolta nel 1938 sulla letteratura piemontese a indirizzarla verso la “settima arte” e ad entrare in contatto con i suoi protagonisti.
Maria Adriana, la signorina del cinematografo come viene chiamata al Balon - il mercato delle pulci torinese dove si reca abitualmente a ricercare oggetti da acquistare - inizia a raccogliere e ad accumulare macchine e materiali cinematografici, che costituiscono il patrimonio originario del Museo del Cinema di Torino.
“[… ] Comprando i film a Porta Palazzo, al Balon.
Per esempio, non so, un film l’ho pagato 600 lire, era il film di Zacconi, l’Emigrante. Ecco, ricordo quello, perchè i film, le pellicole cioè, le tagliavano a pezzi e le vendevano a pezzi. E allora riuscii a salvare quello dalla distruzione”.
“... il sabato al Balôn, mi chiamavano la Signorina del cinematografo, perchè sapevano più o meno quello che cercavo, però c’era sempre un tipo, chiamato l’uomo del sacco, che arrivava prima di me...
Si, per modo di dire, perchè poi credevano più a me che a questo signore (come si chiamava, non mi ricordo più come si chiamava). Perchè lui poi comprava gli apparecchi cinematografici trasformandoli poi, rovinando i pezzi originali, per farne delle macchine da presa per dilettanti”.

Il Comune le mette a disposizione un locale al secondo piano della Mole Antonelliana e successivamente un magazzino nel seminterrato per salvaguardare tutti quei cimeli dai bombardamenti. Dopo la guerra, la Prolo continua ad arricchire la raccolta e a cercare una sede per esporla al pubblico.
Nell’autunno del 1951 esce il primo volume della storia del cinema muto italiano scritto da Maria Adriana: una ricerca puntigliosa ottenuta dallo spoglio dei periodici cinematografici, dalle memorie pubblicate e dalle testimonianze scritte dai protagonisti del muto ancora allora viventi.
Diventa amica di Giovanni Pastrone e di Arrigo Frusta; conosce sceneggiatori, registi, attori, cartellonisti: “tutti con lo stesso rimpianto: l’età d’oro del cinema torinese era anche stata quella della loro vita.
Dedica molto tempo della sua attività di studiosa e di collezionista anche alla fotografia “anello di congiunzione fra la lanterna magica e gli apparecchi cinematografici da presa e da proiezione” e ne analizza gli aspetti legati a Torino perché – dichiara – “Torino, oltre ad essere stata il primo centro cinematografico, fu anche il primo centro italiano della fotografia artistica”.

Museo Nazionale del Cinema

Tante sono le difficoltà affrontate da Maria Adriana che ha ostinatamente seguito l’idea della creazione del suo museo anche quando ha rischiato di esserne espropriata dal Centro Sperimentale di Cinematografia che vuole portare a Roma la collezione della Prolo per annetterla alla cineteca. Nel 1953 nasce l’Associazione Culturale Museo del Cinema, che ha tra suoi fondatori Giovanni Pastrone, Arrigo Frusta, Mario Gromo e altri nomi illustri. Nel 1955 Maria Adriana ottiene una sede per allestire e aprire il suo museo, nonostante i ripetuti tentativi di decentramento (anche la Cineteca italiana di Milano tenta invano di realizzare un unico museo del cinema italiano). “Sono 14 anni che lavoro sempre a questo scopo, sacrificando tante cose che a una donna farebbero molto piacere e spero che il periodo più brutto sia ora finito” scrive Maria Adriana, nel luglio del 1955, in una lettera a B. Newhall, conservatore della George Eastman House Il 27 settembre 1958 si arriva finalmente all’inaugurazione del Museo Nazionale del Cinema nelle sale di Palazzo Chiablese, un’ala di Palazzo Reale. Tutti i materiali sono esposti e visibili e non solo per gli appassionati cinefili. Il museo è dotato di una sala di proiezione, organizza numerose retrospettive e mostre fino a quando nel 1984 dopo l’incendio al Cinema Statuto, a causa della mancanza dei requisiti di sicurezza sono chiuse al pubblico le sale di Palazzo Chiablese. La tenacia e la determinazione portano Maria Adriana Prolo a creare due musei: Il Museo Nazionale del Cinema di Torino e il Museo Storico- Etnografico di Romagnano Sesia. Maria Adriana Prolo muore a Torino il 20 febbraio 1991.